Qui ed ora

Aggiornato il: 18 set 2019

Recentemente mi è capitato di leggere la storia di Sir William Osler, un medico canadese che visse tra il 1849 e il 1919. Una figura molto importante della medicina di quell’epoca. Molte malattie o sintomi portano il suo nome. Pensa che alla sua morte furono scritti due volumi di oltre settecento pagine ciascuno per raccontare la sua storia.

Quello che mi ha colpito e che desidero riportarti ora è una parte del discorso che aveva tenuto agli studenti della Yale University.

Alcuni mesi prima aveva attraversato l’oceano su un grande transatlantico sul quale il comandante, stando sul ponte, poteva schiacciare un bottone e isolare le varie parte della nave l’una dall’altra, chiudendole in compartimenti stagni.


ora ciascuno di noi - disse - è un congegno più complesso di qualsiasi transatlantico e sta compiendo un viaggio più lungo. Quello che vi raccomando è di apprendere il funzionamento dei vari congegni al fine di poter vivere in compartimenti ermetici: è il modo migliore per garantire la navigazione. Pigiate il bottone e state a sentire in tutte le zone della vostra esistenza le porte ferree chiuder fuori il passato, i “morti” di ieri. Pigiate un altro bottone e tagliate fuori con un sipario di ferro il futuro, i “domani” non nati. Finalmente siete salvi, salvi per oggi. Eliminate il passato, che il passato seppellisca i suoi morti... il fardello del domani aggiunto a quello di ieri farebbe vacillare chiunque cammini nel presente. Eliminate il futuro come avete fatto con il passato ... il futuro è oggi ... Il giorno della salvezza per l’uomo è quello in cui vive. Spreco di energia, preoccupazioni, disturbi nervosi, accompagnano chi si preoccupa e si tormenta per l’avvenire. Chiudete ermeticamente i compartimenti di prua e di poppa e abituatevi a vivere soltanto nell’oggi”


Cosa voleva dire Osler?

Non certo che non bisognava preoccuparsi del futuro, ma che il modo migliore per prepararsi al domani era di concentrarsi con tutta la propria forza, la propria energia, la propria mente, il proprio entusiasmo sull’oggiper definire, nel miglior modo possibile, quanto l’oggi ci richiede di fare e di essere. E questo è l’unico modo per prepararsi ad un futuro ricco di frutti.

La malattia del nostro secolo, è quello di rimandare il momento di cominciare a vivere. Pensiamo sempre, ah quando avevo 10 anni in meno, ah quando avrò la possibilità di andare al mare, ah quando riuscirò a guadagnare di più, ah quando i figli saranno autonomi e così volgendo poi lo sguardo indietro ci diciamo ah se avessi goduto di quello che avevo in quel momento.

La vita sta nell’attimo in cui si vive, nell’oggi costituito da secondi, minuti, ore.


La vita è costituita dalla somma di tanti oggi vissuti con presenza ed intenzionalità.


E se tutto questo tempo lo trascorro a pensare ad un passato che non mi appartiene più o ad affannarmi facendomi prendere dall’ansia, dalla preoccupazione per un futuro che ancora non mi appartiene, quante energie porto via all’unico momento che sicuramente possiedo, nel quale sento il mio respiro vibrare e il mio cuore battere?


“felice chi e felice soltanto chi può chiamar sua l’ora che volge. Chi con fermezza può dire che m’importa il domani se ho vissuto l’oggi”

l’ha scritto il poeta latino Orazio, nel 30 a. C. Perchè l’uomo aveva bisogno di questo ieri ed ha bisogno di questo oggi.

Dobbiamo lavorare su noi stesse per essere focalizzate e centrate su quello che stiamo vivendo in questo preciso momento nel lavoro, con il nostro partner, con i nostri figli, con i nostri amici.

Se mi è richiesto di ascoltare, ascolto con attenzione dando il 100% di me stessa, se mi è richiesto di cucinare, cucino godendo appieno di quel momento, se sono sul lavoro, lavoro con diligenza e perfezione umana senza pensare a quello che dovrò fare dopo o a quanto ho compiuto prima e che magari non mi è piaciuto.


Dobbiamo imparare a stare nel qui ed ora, per regalare a noi stesse in primis e agli altri, una vita pienamente vissuta con una presenza consapevole.


Dobbiamo imparare a sentire i profumi, ad ascoltare le voci, a percepire le sensazioni dentro di noi, ad abbracciare gli imprevisti, a scoprire dentro ogni attimo quel messaggio che è diretto a noi, a saper leggere dietro ad ogni situazione il segno di una presenza.


Dobbiamo imparare a stare nel qui ed ora per costruire il nostro futuro senza l’ansia di un terra che sembra irraggiungibile ma con la gioia di aver compiuto e aver vissuto pienamente un miglio verso quella terra.


Allora ci possiamo chiedere:

  • come sto vivendo il mio presente? Lo sto trascurando rimpiangendo cose trascorse che non si presenteranno più o pensando ad “un’isola che non c’è”?

  • mi alzo la mattina decisa a voler vivere pienamente la giornata, pensando che posso rendere l’oggi un capolavoro indipendentemente dagli eventi che mi potranno capitare, perchè sarò io che li renderò delle opere d’arte?

Allora qualunque siano le risposte chiediti

Sono pronta a ricominciare a dare luce alla mia giornata?

Da quando?


da questo preciso momento

da OGGI,


Dopo aver letto questo LOVEpost decidi di lasciare fuori dalla porta tutto quello che non appartiene al momento presente. Stai concentrata su quella cosa che sei chiamata a fare e cerca di fare una cosa alla volta. Lo so che noi donne siamo multitasking e che spesso siamo chiamate a fare contemporaneamente tante cose insieme  ma oggi mettiti alla prova e decidi TU di voler stare su un compito e solo uno.

Dopo che avrai terminato quel lavoro passa a quello successivo. E se nel frattempo ti giungono alla mente pensieri che esulano quello che stai compiendo, lasciali andare senza fermarti su di essi e senza dargli la possibilità che si prendano spazio. Non farti prendere dall'ansia che hai tante cose da fare e che per te tutto è in modalità urgente (domanda interessante: che cos'è per te urgente?) stai tranquilla che arriverai a farle o forse scoprirai che non erano così indispensabili. 


Goditi il qui ed ora ... il presente è l'unica cosa certa che hai tra le mani

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